La Camilla Roco

 

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a cura di Mario Puleo

Elaborazione e conversione al sistema a tre rotaie della E636.284
“Camilla”, modello Roco

La E636.284 e’ una locomotiva particolare. E’ stata danneggiata gravemente in un incidente ed e’ stata ricostruita con cabine simili a quelle delle E656, verniciate di rosso. Durante i lavori qualcuno l’ha soprannominata “Camilla” ed il nome e’ rimasto. Roco l’ha riprodotta in condizioni diverse, quella originale sia con le scritte del deposito di Bolzano che di Verona, quella in epoca recente con il logo FS stilizzato e infine quella attuale dove e’ stato ripristinato il logo FS a losanga ed e’ stata aggiunta una scritta “Camilla” sulle fiancate; anche la tonalità del rosso delle cabine e’ cambiata, più scuro inizialmente, adesso più brillante. Roco le ha prodotte solo in continua ma predisposte per la conversione in alternata; io ho convertito una “Camilla” della prima serie, deposito di Bolzano, non predisposta per il digitale, montando un decoder Loksound mfx.
Il carrello centrale (folle) e’ predisposto per il montaggio del pattino, che si fissa con le quattro alette che si liberano togliendo la basetta del pattino. Il carter dei carrelli motori e’ molto basso ed e’ di metallo, sugli scambi passa molto vicino ai punti di contatto e spesso scintilla; per eliminare il problema l’ho rivestito di nastro isolante nero.
Ho rifatto completamente l’impianto elettrico, eliminato i due circuiti stampati e su un semitelaio ho posto una presa NEM a 8 poli costruita con pozzetti di uno zoccolo per circuiti integrati montati su un ritaglio di basetta millefori, fissato al posto della basetta originaria. La presa e’ rivolta verso il basso e infilata in uno scasso nella piastrina che fissa il motore al telaio, la spina del decoder entra dal basso e i fili passano sopra l’albero della trasmissione cardanica; il decoder e’ fissato col biadesivo sopra la stessa piastrina, infilato sotto il soffietto che unisce le due semicasse. I fili provenienti dalle prese di corrente dei carrelli e dal pattino sono collegati alla nuova presa NEM, il telaio e’ isolato.
 



Nell’altro semitelaio ho sistemato l’altoparlante originale Loksound da 23 mm fresando il telaio sopra l’albero di trasmissione tra volano e
carrello per una profondità di circa 10 mm, l’altoparlante con la sua cassa armonica e’ rivolto verso il basso. Il decoder e’ stato programmato
con i suoni di una “altbau E-lok”, E40 DB e simili; il suono di motori e contattori e’ notevole, l’unico neo e’ il fischio tedesco invece di un
fischio italiano.




Ultimo passo dell’elaborazione, la sostituzione delle lampadine dei fari a LED bianchi caldi.
Nel modello originale una sola lampadina da un lato illumina i due fari e l’illuminazione e’ un po’ asimmetrica; visto che nella Camilla i due
fari rossi sono separati dai bianchi e non sono attivabili perché manca la guida trasparente, ho utilizzato i due scassi del telaio dove
normalmente in una E636 ci sono una lampadina bianca e una rossa per due LED SMD PLCC4 bianchi caldi, che hanno le stesse dimensioni, fissati
con colla e mascherati con nastro isolante nero per eliminare perdite di luce. I due LED sono in serie e sono alimentati dalle uscite luci del
decoder con una resistenza da 1 kohm.



E questo e’ il risultato finale.

 

La Camilla a Bereguardo