Ecco le modifiche
passo-passo per modificare l'ETR500 al sistema Marklin e per migliorarne
la circolabilità anche sugli scambi corti.
Il modello, essendo di recente produzione, ha già la predisposizione per
il montaggio del decoder, quindi le operazioni da fare sono poche e
semplici.
La prima, come sempre è quella dei collegamenti elettrici: bisogna
montare un filo per il pattino sul polo positivo e mettere in corto
tutti gli assi (saldando insieme tutti i fili) sul polo negativo.
Per quanto riguarda la parte elettronica, non resta installare il
pattino: bisogna tagliare il carter che protegge gli ingranaggi con il
dremel, lasciando al pattino la possibilità di molleggiare liberamente.
ATTENZIONE: il taglio và effettuato per QUASI tutta la lunghezza del
carter, tutto il pattino, completamente retratto, deve toccare il
carrello e non il carter (vedi foto); inoltre il pattino và installato
direttamente sul carter senza l'uso della sua basetta e senza ripiegare
le alette. In questa operazione occorre prestare attenzione a limitare
al minimo gli spessori dato il poco spazio tra il carter e la terza
rotaia:
Consiglio di fare delle prove con un goccio di colla facendolo circolare
sugli scambi lunghi che hanno la terza rotaia più alta in assoluto, una
volta controllato il tutto è bene incollare il pattino con una buona
resina epossidica bicomponente.
A questo punto si monta un decoder ed il modello è pronto per girare.
In caso di decoder con funzioni, si possono dissaldare sulla motrice i
fili del faro di profondità e collegarli al decoder su una funzione
libera. Tale faro infatti viene utlizzato di rado in esercizio vista la
sua potenza. Attenzione però che il suo utilizzo è relativo SOLAMENTE
alla motrice vera e propria e non su quella in folle: quindi con il
modello in "spinta" tale funzione non sarà utilizzabile.
ATTENZIONE: la Acme offre la possibilità di far prendere corrente al
modello da tutte e due le motrici. Nel caso si voglia sfruttare questa
opzione bisogna mettere in corto gli assi anche sulla motrice di coda,
altrimenti occorre NECESSARIAMENTE agire sul "jumper" che governa questa
opzione e disattivarla, pena corto circuito.
Uno dei problemi di questo modello è quello di una scarsa circolabilità
sugli scambi corti. Di seguito vediamo come risolvere. Premetto che
questa modifica è lunga e ha bisogno di continui aggiustaggi sui lavori
effettuati per poter dare dei risultati tangibili.
Il primo problema che si nota, praticamente solo nei vagoni, è relativo
al carrello che ruotando sbatte contro la parte interna della
carenatura. Occorre controllare manualmente ogni carrello facendolo
ruotare e, laddove si riscontra questo problema bisogna tagliare con un
cutter ben affilato la parte interna della carenatura. Ovviamente
tagliate un poco per volta e controllate spesso se la rotazione è
libera.
Esternamente non si vede nulla, quindi si può operare senza troppi
patemi d'animo.
La rotazione dei carrelli inoltre è limitata dai fili che provengono
dall'interno del vagone e vanno nella presa elettrica del timone. In
molti casi i fili impediscono la rotazione:
In questo caso bisogna smontare il mantello della carrozza, tirare
dentro i fili e sul timone, incollare una strisciolina di nastro
isolante in modo che non possano più interferire con la rotazione del
carrello.
Altra cosa importante: durante il montaggio del convoglio, curare bene
l'aggancio tra le carrozze. I piccoli ganci metallici vanno chiusi
completamente e, dove questi non si chiudono, basta modificarne la
geometria con una pinza in modo che facciano bene il loro lavoro.
Infatti quando i ganci non sono ben chiusi, rischiano di urtare in curva
contro il mantello superiore della carrozza (vedi foto), facendo
deragliare il convoglio.
Per serrare al meglio i ganci una volta montato il convoglio, consiglio
di portarlo in curva, dove le carrozze si distanziano tra loro: tenendo
in linea i timoni si può procedere agevolmente al serraggio dei ganci.