Il modulo PMMS di Jordyck

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Il PMMS di jordyck

Stampato da: 3rotaieMarklin
URL Discussione: http://www.3rotaie.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=4515
Stampato il: Oggi

Discussione:
 


 

Autore Discussione: jordyck
Oggetto: Il PMMS di jordyck
Inserito il: 21/08/2009 12:20:29
Messaggio:
 

I lavori sul mio PMMs stanno procedendo, anche se vi è ancora molto da fare. Ad ogni modo ritengo che sia giunto il momento di mostrare agli amici del forum ciò che finora è stato fatto, anche per avere suggerimenti che nella fase topica della costruzione del paesaggio potrebbero rilevarsi preziosi.
Il mio PMMS è suddiviso in due moduli, per una lunghezza complessiva di 216 cm. E’ la prima volta che mi accingo a fare una tale “opera”, per cui sono stati fatti e ci saranno degli errori, ma il risultato finale lo riterrò fondamentale per valutare se sono pronto a fare il salto di qualità, e cioè realizzare in un futuro prossimo, un PMM…Per cui scatenatevi pure con le critiche, anche feroci, purché siano costruttive .
Premetto che questo lavoro lo considero come una palestra, e come tale, mi sono preso alcune licenze rispetto alle regole generali. L’ho fatto sia per questioni affettive, sia perché dispongo di materiale che altrimenti non potrei utilizzare in un PMM. Quindi i dogmatici del tutto teutonico sono avvertiti…

L’ambientazione prevede il passaggio di una linea a doppio binario attraverso un’area agricola caratterizzata da dolci colline, costituite da formazioni di sabbie e argille plioceniche (Luigi Saverio sa bene che cosa intendo) tipiche del settore tirrenico dell’Italia centrale. Il senso di marcia dei convogli sarà quindi a mano sinistra. Epoca III - IV, periodo estivo.
Elementi salienti, oltre il paesaggio mammellonare e coltivazioni ormai prossime al raccolto, un tratto di linea in rilevato (quante pene mi sta dando), la presenza di un casello e di una vecchia cascina diroccata, nonché di segnaletica varia comprendente tra l’altro due semafori ad una vela.

Prima di cominciare a mostrarvi alcune foto (queste sono le prime, risalenti ad un paio di mesi fa), sento il dovere di ringraziare sentitamente max47, il cui aiuto è stato fondamentale per la realizzazione dell’impianto elettrico e quindi, in ultima analisi, alla costruzione dei moduli così come sono stati concepiti nel progetto originario.


Prendono forma i rilievi
A differenza dei PMM, la cui struttura ti guida alla realizzazione di un paesaggio a mezza costa, nel PMMS manca l’appoggio per la posa della rete metallica, per cui ho optato sulla scelta del polistirolo fissato con colla a caldo per deformarlo un pò e poi ricoperto con carta da pacchi applicando un denso strato di colla vinilica.

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Nei luoghi dove i versanti erano più prossimi al tracciato, ho predisposto dei piccoli muri di contenimento.

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Il Rilevato
Ha costituito sin dall’inizio fonte di problemi, e questo per un errore iniziale, e cioè il rapporto troppo alto tra altezza e lunghezza del telaio del modulo. Ciò comportava ai lati la creazione di versanti troppo acclivi per cui ho deciso, al fine di compensare parzialmente a questo errore, di creare da un lato dei terrazzamenti, su cui verranno in seguito collocate coltivazioni a viti e dall’altro lato, per dare maggiore realismo, ho deciso di creare un versante in frana. Anche il rilevato è costituito da polistirolo, opportunamente sagomato e rivestito con carta da pacchi.

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La cascina diroccata
In mezzo alla campagna, tra le coltivazioni, sarà presente anche una cascina diroccata. I mattoncini me li sono creati da me, utilizzando la terracotta di un vecchio vaso esfoliato dall’azione del crioclastismo. Con molta pazienza ho creato un numero sufficiente di mattoncini, li ho incollati uno a uno; successivamente ho stuccato il tutto e riverniciato con colori acrilici.


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Alla prossima

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Autore Risposta: luigi saverio
Inserita il: 21/08/2009 12:56:08
Messaggio:

Complimenti vivissimi, Alessio.

Appassionata descrizione dell'ambiente prescelto, competente selezione del materiale, inizio d'opera che invoglia a proseguire, idee niente male, come quelle del vaso di terracotta riciclato.

Hai optato per una trincea in cui è inserita una modesta strada di campagna, se la vista non mi inganna, che sottopassa il rilevato ferroviario.
Ti vuoi sbizzarrire coi versanti, hai già provato coi terrazzamenti, pensi pure alla frana.
Date le ridotte dimensioni in gioco, sono un po' perplesso che ci possa stare tutto, e poi se le colline sono plioceniche. è più zona di calanchi, urge sopralluogo in Val d'Orcia da Tito per acquisire documentazione fotografica.

Nell'incisione avrei visto meglio un torrente, ma richiede un ponte diverso, come dici tu, e fare il letto del torrente è un lavoro impegnativo, meglio iniziare ad impratichirsi con calma, nella riforma Gelmini è stato abolito l'esame tra la classe PMMs e PMM


 

Autore Risposta: jordyck
Inserita il: 21/08/2009 13:16:07
Messaggio:

ciao Luigi,

in effetti l'incisione è destinata ad ospitare un fossato, di quelli effimeri e cioè che si riempiono solamente dopo un degna precipitazione. Per quanto riguarda i vari elementi hai ragione, un PMMS è troppo corto per dare il giusto risalto alle caratteristiche del paesaggio. Ma l'antusiamo è tanto, e vedere prendere forma il diorama lentamente, giorno dopo giorno (vi posso dedicare al massimo un ora, in tarda serata, causa spazio ridotto e due pargoli pestiferi) mi spinge a non demordere nel realizzare tutto ciò che ho in mente
Un saluto


 

Autore Risposta: Dampflok
Inserita il: 21/08/2009 13:27:27
Messaggio:



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Bravo Alessio!!!!.....

Roberto


 

Autore Risposta: Admin
Inserita il: 21/08/2009 17:27:51
Messaggio:

sono collegato con il cellulare, perciò non vedo le foto appena trovo una connessione decente rimedierò.

Unica obiezione la 'mano sinistra' come fare se tutti gli altri moduli sono a mano destra?

 


 

Autore Risposta: jordyck
Inserita il: 21/08/2009 17:57:14
Messaggio:

 

 
Admin ha scritto:


Unica obiezione la 'mano sinistra' come fare se tutti gli altri moduli sono a mano destra?

 


Hai ragione Tito, la marcia a mano sinistra è stata una decisione sofferta che mi ha spinto ad infrangere il nono comandamento del PMMS.
D'altronde avevo sollevato già il problema con gli amici romani e non vi sono state obiezioni di rilievo. Nessun modulo romano è munito di segnaletica, e qualora se ne realizzasse uno, i miei segnali diventeranno semplicemente dei semafori banalizzati. Il fatto è che la segnaletica italiana è asimmetrica per cui "non c'è trippa pè gatti" come si dice a Roma

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Comunque questo modulo doppio, anche se venisse terminato con un paesaggio fantastico (e certamente non lo è) sarà utilizzato esclusivamente durante le frequenti riunini ludiche romanesche

 


 

Autore Risposta: Admin
Inserita il: 21/08/2009 19:05:17
Messaggio:

se non causa problemi elettrici e la connessione con gli altri moduli rimane possibile. Per me va bene


 

Autore Risposta: simap
Inserita il: 21/08/2009 21:45:08
Messaggio:

Aggiungendo questi segnali FS, a "vela quadrata", sul binario di "destra", in corrispondenza del segnale FS a "vela circolare" sul binario di "sinistra" (eventualmente ininfluente sul binario stesso), il realismo con una circolazione a destra su di una linea a doppio binario FS sarà rispettato!

http://it.wikipedia.org/wiki/Banalizzazione_(ferrovia)

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Autore Risposta: sergiob
Inserita il: 22/08/2009 09:51:18
Messaggio:

Alessio vedo con piacere che nonostante " le alte temperature" che ci affliggono il lavoro in qualche modo procede.

A presto

Sergio


 

Autore Risposta: Admin
Inserita il: 22/08/2009 23:06:02
Messaggio:

Ho finalmente visto le foto complimenti vivissimi spettacolare il rudere con mattoncini di "coccio"

Con la banalizzazione i moduli saranno perfettamente inseribili tra moduli standard, per fare la loro .... figura non vedo l'ora poterli vedere di persona.


 

Autore Risposta: jordyck
Inserita il: 23/08/2009 13:18:53
Messaggio:

Grazie Tito, troppo gentile

Tra qualche giorno, dovrei terminare la "crosta", ossia il basamento su cui poggia il paesaggio vero e proprio. Per il terreno, che dovrebbe avere proprietà geotecniche "tenere", ossia rispecchiare le caratteristiche geologiche dell'area, sono orientato ad utilizzare la tecnica di "Fiskiotto" descritta nella home page del forum in Tips &Tricks.
Qualcuno l'ha già provata E' efficace
Qualche altra idea, basata su altre tecniche di costruzione è bene accetta!


 

Autore Risposta: Admin
Inserita il: 23/08/2009 13:29:21
Messaggio:

 

 
jordyck ha scritto:

Grazie Tito, troppo gentile
......
 



NON SONO IO CHE "DECIDO".
Il PMM, in questa sede, è opera "condivisa", chi non "condivide" espone le proprie ragioni e si cerca tutti insieme la mediazione

è del tutto ovvio che chi fà ha il sopravvento su chi parla senza fare

 


 

Autore Risposta: jordyck
Inserita il: 08/09/2009 13:37:02
Messaggio:

 

Capitolo II –La crosta finita



 
(Ovvero come avvicinarsi alla fase di realizzazione vera e propria del paesaggio e dare un’idea sommaria agli amici del forum su come sarà articolato il PMMS)




I versanti in frana
Proseguono i lavori sui moduli semplificati, e ieri l’altro un decisivo passo avanti è stato compiuto con l’ultimazione della crosta, ossia il “basamento” su cui poggerà il paesaggio vero e proprio. Anche per i versanti in frana, la tecnica adottata è stata sempre la stessa, ossia blocchetti di polistirolo opportunamente selezionati, fissati con colla a caldo e poi rivestiti con carta da pacchi su cui ho applicato un denso strato di colla vinilica. Così si è venuto a creare un versante molto acclive, la cui realizzazione è stata piuttosto semplice; il difficile sarà creare col terreno una parvenza di smottamento, o qualcosa di simile

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I terrazzamenti
In questa fase il lavoro più impegnativo è consistito senz’altro nella realizzazione dei terrazzamenti, localizzati sul versante opposto. Su di essi verranno piantati, dato che l’ambientazione e del centro Italia, vitigni che daranno un ottimo Morellino di Scansano…
Ho così ritagliato del cartone rigido e sottile creando una impalcatura a “millefoglie”. Ogni strato di cartone è stato numerato poiché ognuno aveva dimensione e forma diversa dall’altro. In questo modo, incollando i fogli di cartone uno a uno secondo l’ordine stabilito, si è venuto a formare un prisma con la struttura a vista degradante sia trasversalmente che longitudinalmente.
Su di esso ho incollato infine cartoncino in pietra naturale per creare i muretti di contenimento.

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Stratificazioni

Ai piedi delle future colline plioceniche, in alcuni punti, ho voluto creare degli affioramenti di flysch oligo-miocenico costituito da arenarie e calcareniti stratificate. Ho così applicato dello stucco e ho aspettato che cominciasse a “tirare”. Poi ho spezzato un sottile pezzo di legno proveniente da una cassetta di quelle del mercato creando dei dentini irregolari. Infine ho leggermente pettinato la superficie dello stucco, creando così delle stratificazioni ad andamento ondulato.
Nota: Il giorno dopo, nello stucco, sono comparse delle piccole crepe. Forse ad esso avrei dovuto aggiungere colla vinilica miscelata ad acqua per dare maggiore robustezza all’impasto. Ad ogni modo sono piccole, e quando verrà il momento della verniciatura la loro presenza sarà ancora meno percettibile.

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Infine, prima di salutarvi, uno sguardo d’insieme dei due moduli…

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…e un test sul corretto posizionamento della linea aerea andato a buon fine.

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Alla prossima
 

 


 

Autore Risposta: luigi saverio
Inserita il: 08/09/2009 14:00:13
Messaggio:

Un modulo che è materiale didattico delle esercitazioni per studenti del quart'anno in Scienze Geologiche (anzi, ai miei tempi erano 4, ora sono 5)


 

Autore Risposta: Admin
Inserita il: 08/09/2009 14:23:35
Messaggio:

azzz. è ora come faremo noi altri a fare "rocce" credibili, ci tocca riperndere il libro del liceo

Complimenti
 


 

Autore Risposta: jordyck
Inserita il: 24/09/2009 13:13:41
Messaggio:

 

Capitolo III – Tasselli di paesaggio


 
(ovvero… la paura fa 90 e non essendomi ancora dedicato alla posa del terreno, ho per ora concentrato la mia attenzione su alcuni elementi salienti del paesaggio)


I seguenti elementi di paesaggio, dopo essere stati dipinti, elaborati, modificati sono stati montati su una base di cartoncino rigido il quale poi verrà a sua volta incollato sul modulo nei punti prestabiliti proprio come i tasselli di un puzzle. Quando vincerò il timore di rovinare il tutto con la posa del terreno, questi tasselli dovrebbero essere inglobati al terreno con una “pasta” costituita da segatura finissima, borotalco, miscela acqua/colla vinilica e tinta acrilica, formando un tutt'uno senza soluzione di continuità (sperèm).

Il casello
La realizzazione del casello non ha richiesto particolari sforzi, in quanto l’edificio era già montato. Mi sono concentrato quindi intorno all’area perimetrale, applicando alla base un cartoncino raffigurante una strada in pietra in cui spunta una rada vegetazione tra i singoli blocchetti di selciato. Poi ho verniciato la recinzione e infine l’ho incollata lungo i margini.

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Per dare l’aspetto del cancello socchiuso ho riscaldato leggermente un’anta del cancello e infine l’ho piegato con delicatezza. Tracce di fango nel piazzale indicano che l’accesso al casello avverrà tramite una strada sterrata.

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Il campo arato (e un’ode al cartoncino)

In queste settimane in cui mio sto dedicando alla realizzazione dei due PMMS ho scoperto un sacco di cose; tra queste gli infiniti usi del cartoncino nel fermodellismo. Il cartoncino sembra a prima vista un elemento banale, ma non lo è affatto, anzi è un materiale eccezionale. Ve ne sono di molti tipi. Rigidi e morbidi, spessi e sottili e poi vi è quello a “tramezzino”, di natura morbida e costituito da un foglio ondulato al centro racchiuso al tetto e alla base da sottili fogli piani.
Ho così strappato delicatamente il tetto di uno di questi cartoncini…

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E dopo averlo ritagliato ho spruzzato un abbondante strato di colla spray sulla superficie e subito dopo applicato a pioggia del terriccio proveniente dal giardino, che era stato precedentemente essiccato e setacciato.


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Ho lasciato asciugare e poi battendo leggermente ho eliminato il suolo in eccesso ed ecco un campo pronto per la semina, eseguito nell’arco di una mezz’ora.

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La cascina diroccata

Di come è stata realizzata la cascina è già stato scritto. Mostro solo alcune foto ad opera ultimata, dopo che è stato passato lo stucco e ricolorata la superficie con colori acrilici, dato che il coccio vivo aveva una tonalità troppo accesa.
Una volta incollata al modulo l’area avrà un aspetto ancora più abbandonato; verranno posizionati qua e là un po’ di frammenti della lavorazione dei mattoncini a simulare blocchetti caduti a terra e il tutto sarà “condito” con arbusti e alberelli.

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I campi di granturco

Il mais proviene da una nota ditta tedesca. Ho utilizzato due scatole del prodotto e la realizzazione è stata lunga e laboriosa.

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In principio sono stati dipinti tutti i singoli pezzi concentrandomi con un giallo vivo sui frutti piccolissimi e poi di verde brillante solo alcune foglie, in modo che nel complesso comparissero due tonalità di verde nelle foglie, con quella dipinta a simulare il riflesso dei raggi del sole sulla loro superficie.

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Poi il magico cartoncino è stato ritagliato con una forma che si adattasse alla morfologia delle colline circostanti e i filari incollati uno accanto all’altro e distanziati 5 mm tra loro.

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Quando il tutto si è asciugato, è stata spruzzata la solita colla spray tra i filari e messo il terriccio setacciato del giardino a simulare il terreno del campo

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Alla prossima
 

 


 

Autore Risposta: luigi saverio
Inserita il: 24/09/2009 13:35:02
Messaggio:

Alessio, complimenti ed opera di altissimo pregio, oltre che benissimo illustrata.
Il tuo post merita di passare tra le discussoni utili, anzi utilissime, della Home page.
Concordo con le tue idee sul cartoncino è un materiale che sta avendo un picco di celebrità, e meritatamente.


 

Autore Risposta: atom55
Inserita il: 24/09/2009 14:13:07
Messaggio:

Grande lavoro non ho parole.


Cercherò di imitare il tuo lavoro, sto anch'io iniziando uno o due moduli PMM, anche se abitando in Sicilia , dove siamo pochissimi , forse 2 o 3 in tutta l'isola a essere Marklinisti. Sarà difficile portarlo a qualche mostra e unirlo al tuo e quello degli altri.
Ma questo non importa la passione mi spinge oltre.

Ernesto


 

Autore Risposta: luigi saverio
Inserita il: 24/09/2009 14:22:34
Messaggio:

 

 
forse 2 o 3 in tutta l'isola a essere Marklinisti


bene, non ci sono solo io a essere ottimista!
Uno su tre lo conosciamo, abita a Palermo e si chiama Stèphane

 


 

Autore Risposta: Admin
Inserita il: 24/09/2009 15:09:46
Messaggio:

 

 
luigi saverio ha scritto:

 
 
forse 2 o 3 in tutta l'isola a essere Marklinisti


bene, non ci sono solo io a essere ottimista!
Uno su tre lo conosciamo, abita a Palermo e si chiama Stèphane
 


E Gianfilippo dove le metti ??

 


 

Autore Risposta: max47
Inserita il: 24/09/2009 16:25:30
Messaggio:

Alessio (jordyck),
il casello penso che sarebbe molto piu`bello e realistico se lo togliessi dalla sua base e lo mettessi DIRETTAMENTE sul pavimento a ciotoli.
Si puo' ancora fare?


 

Autore Risposta: Mr Marklin
Inserita il: 24/09/2009 16:48:57
Messaggio:

Bravo! Tutto molto bello.
Interessante il sistema del campo arato, come hai essiccato il terreno prima di incollarlo?
Ancora complimenti.
Ugo


 

Autore Risposta: jordyck
Inserita il: 24/09/2009 17:07:35
Messaggio:

 

 
max47 ha scritto:

Alessio (jordyck),
il casello penso che sarebbe molto piu`bello e realistico se lo togliessi dalla sua base e lo mettessi DIRETTAMENTE sul pavimento a ciotoli.
Si puo' ancora fare?
 


Si Massino, il casello non è ancora incollato..Quando ci si rivede vediamo qual'è la soluzione migliore. Per l'impianto elettrico ti sarò debitore a vita!!!




 
 
Mr Marklin ha scritto:

Bravo! Tutto molto bello.
Interessante il sistema del campo arato, come hai essiccato il terreno prima di incollarlo?
Ancora complimenti.
Ugo
 


Grazie Ugo,
il terreno a dir la verità l'ho raccolto in giardino nel mese di agosto...ed era più secco del deserto di Atacama
Ho solamente dovuto sbriciolarlo con le dita e poi setacciarlo

 


 

Autore Risposta: jordyck
Inserita il: 24/09/2009 17:39:56
Messaggio:

 

 
jordyck ha scritto:

 
 




[quote][red]Mr Marklin ha scritto:


Bravo! Tutto molto bello.
Interessante il sistema del campo arato, come hai essiccato il terreno prima di incollarlo?
Ancora complimenti.
Ugo
 


Grazie Ugo,
il terreno a dir la verità l'ho raccolto in giardino nel mese di agosto...ed era più secco del deserto di Atacama
Ho solamente dovuto sbriciolarlo con le dita e poi setacciarlo
 


Ad ogni modo, se raccogli un pò di terriccio umido (vista la stagione attuale) e lo metti in forno a bassa temperatura per una ventina di minuti, ottieni lo stesso risultato

 


 

Autore Risposta: Mr Marklin
Inserita il: 24/09/2009 17:49:09
Messaggio:

Grazie Alessio. Appena possibile proverò.

 


 

Autore Risposta: jordyck
Inserita il: 04/10/2009 18:26:05
Messaggio:



 

Capitolo IV – Il terreno “morbido”



 
(ovvero… di necessità virtù!, e avvicinandosi la data della manifestazione del Serafico, rotti gli indugi, mi sono dedicato “anema e còre” alla realizzazione del paesaggio, su almeno uno dei due moduli)


Il 10 ottobre si terrà a Roma la consueta mostra-scambio di fermodellismo del Serafico. Tuttavia in questa occasione la manifestazione sarà caratterizzata da una novità rilevante. Infatti la join-venture romana Marklin fan-Marklin friends ha deciso di presentare al pubblico il proprio plastico modulare.
Fino alla settimana scorsa lo scrivente, dopo aver terminato i tasselli del paesaggio già descritti, era ancora attraversato dal dubbio amletico su quale terreno porre sui moduli. Ma l’importante scadenza si avvicinava pericolosamente, e così dopo varie prove ho rotto gli indugi. E dato che il tempo stringeva, i lavori si sono concentrati esclusivamente su uno dei due moduli, nella speranza di poterlo presentare con un grado di completezza di almeno il 90%.


La scelta del terreno

I dubbi inizialmente riguardavano che tipo di tecnica adottare. Stucco o segatura
Dopo varie prove ho optato decisamente per la seconda opzione. Le proprietà e le caratteristiche fondamentali che mi hanno indirizzato ad utilizzare questo materiale per il modulo, sono state:
- l’eccezionale elasticità dell’impasto acqua-colla-segatura (una volta che questo abbia raggiunto la consistenza ideale). Tale elasticità è estremamente funzionale ad inglobare gli elementi del paesaggio già completati ed incollati sul modulo. ,
- Asciuga molto lentamente (tre le 24 e 36 ore) e quindi se vi è un errore o un incongruenza morfologica dei rilievi vi si può porre rimedio senza attacchi di panico.
-Non sporca! La formidabile elasticità del materiale ha fatto si che se un po’ di pasta cadeva accidentalmente sui tasselli di paesaggio già terminati, è bastato un vigoroso soffio per farla andare via senza che lasciassero alcuna traccia.

Ve lo immaginate con lo stucco… se qualche gocciolina fosse caduta sul campo di mais……
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Quindi scelta finalmente la tecnica, sono passato ad incollare al modulo i “tasselli del paesaggio”, come da foto seguenti.

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La preparazione del terreno (setacciatura)

Per fare un buon terreno morbido è necessario trattare la segatura e selezionarla dal punto di vista granulometrico. La segatura si presenta con una gamma di classi granulometriche molto ampia, andando dalle particelle che rimangono in aria in sospensione fino ai frammenti più grossolani, di forma fibrosa, che possono raggiungere anche il centimetro di lunghezza. Questi ultimi sono i frammenti che meno si addicono al nostro scopo.
Quindi ho cominciato a fare una setacciatura “a cascata”, usando mezzi decisamente poco ortodossi.
Dapprincipio ho utilizzato uno scolapasta. Il passante è stato circa il 95% e il resto il trattenuto, costituito appunto da queste fibre grossolane, che sono state direttamente cestinate. Poi è stata la volta di un vecchio setaccio che utilizzo solitamente per fare il pangrattato…. Il passante è stato circa il 60% e il resto il trattenuto. Questo passante è stato setacciato a sua volta con una busta per il pane di una nota catena di supermercati, che è costituita da moltissimi microfori che servono a far traspirare l’alimento. Attraverso questo procedimento, ho ottenuto un 30% di prodotto costituito da una polvere finissima, quasi una pasta di legno.

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La posa del terreno

Il materiale trattenuto dal setaccio e dalla busta per il pane sono stati uniti e rimescolati a secco. Preparato l’impasto con questa segatura più grossolana (segatura, acqua-colla 50-50 e un po’ di borotalco), questo “primo terreno” è stato applicato direttamente sulla carta da pacchi che fungeva da “ossatura” dei rilievi. Con questa prima pasta ho così alzato i rilievi e dato loro una morfologia abbastanza definitiva.
Una volta asciugato, il terreno aveva un aspetto molto brullo ( dovuto alle dimensioni della segatura) ed eccessivamente scuro (causato da un viraggio probabilmente attribuibile ad una reazione chimica all’interno dell’impasto).
Per evitare che questa tonalità troppo scura si riproponesse anche sul “terreno morbido” , sono state fatte alcune prove aggiungendo alla segatura sottilissima dei coloranti (bianco e marrone chiaro).

Posa della pasta con diversi coloranti…

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…l’aspetto assunto una volta essiccata.

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La resa dei conti


Individuata la metodologia, la granulometria della matrice, e la tonalità cromatica da aggiungere, sono passato all’azione. Il lavoro si è svolto nottetempo, per evitare: le continue incursioni dei bambini e le (censored) sfuriate della moglie, e quindi in ultima analisi, per poter lavorare serenamente. Ho cominciato sabato 26 settembre alle 22:30
Ho applicato il terreno al modulo facendo con le dita delle palline di impasto (pellets) che poi ho picchiettato ripetutamente col polpastrello al multistrato del modulo, precedentemente inumidito con colla vinilica molto diluita. La tecnica si è rilevata efficace, anche se estremamente lenta e faticosa.

Qui si vede la pasta applicata a lavori appena iniziati.

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E poi una foto scattata quando è terminato il primo lato del modulo. Il forno nello sfondo vi fa capire in quale ambiente di lavoro si è operato…

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Una volta terminata l’applicazione della pasta sull’intero modulo erano le 3:45 ed avevo la schiena a pezzi, ma molto soddisfatto…La mattina seguente ho tolto dalla cucina il modulo ancora freschissimo per posizionarlo in giardino affinché asciugasse il più rapidamente possibile (dopo giorni di pioggia le giornate erano tornate con condizioni metereologiche favorevoli)


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Ed ecco il terreno una volta asciutto.

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Rifiniture (stratificazioni)


Le stratificazioni sono state dipinte con i colori di una prestigiosa ditta statunitense. La tecnica è quella nota, e cioè ho applicato, dopo aver ottenuto la tonalità prescelta, il colore su tutto l’affioramento e poi ho eseguito le luci e ombre con colori chiari e scuri rispettivamente nelle parti più interne ed esterne

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Rifiniture (Canneti e gramigna)

Caratteristica delle scarpate ferroviarie è la presenza di vegetazione spontanea dall’aspetto abbastanza selvaggio. Per cui ho fatto un po’ di canneti e gramigna utilizzando le setole di un’ottima pennellessa dimenticata dagli operai che sono venuti a casa quest’estate per fare alcuni lavori domestici, e che volevo in questa sede ringraziare pubblicamente .
Con la colla a caldo ho applicato alcune gocce su una base in compensato e immediatamente dopo ho immerso le setole precedentemente tagliate nella colla. Ho aspettato qualche minuto che asciugasse, e poi le ho staccate dal compensato con un cutter. La base delle setole era in questo modo perfettamente inglobata in una goccia di colla dalla forma lenticolare che si prestava benissimo come base da incollare successivamente sul modulo. Cosa che è stata fatta dopo aver colorato le setole con i colori opportuni

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Vegetazione

La tecnica della posa della vegetazione è nota a tutti. Colla, setaccio e erba “a pioggia”. Non mi dilungo oltre e mostro il risultato del lavoro svolto.










La prima è un’immagine satellitare presa da google maps;

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La seguente, un’immagine “a volo d’uccello”;

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altri particolari…





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Manca ancora la posa degli alberi, ma questa avverrà a tempo debito, quando anche il secondo modulo sarà completato… L’importante è essere pronti per il Serafico senza andarci a “mani vuote”.

Alla prossima



 

 


 

Autore Risposta: Admin
Inserita il: 04/10/2009 18:34:03
Messaggio:

Questa merita la pubblicazione tra le "discussioni utili"


 

Autore Risposta: Carlo Rastelli
Inserita il: 04/10/2009 18:45:21
Messaggio:

Ottimo lavoro da "certosino" Alessio, complimenti anche per le minuziosa descrizione del lavoro svolto!!!
Ciao.


 

Autore Risposta: Snaggletooth
Inserita il: 04/10/2009 19:05:19
Messaggio:

Bella realizzazione.

Un solo appunto: ma dopo tutta la disquisizione iniziale sulla "mano" da tenere, i segnali e la loro influenza sulla circolazione, perche' hai messo la catenaria in stile tedesco in ambientazione italiana?

 


 

Autore Risposta: Admin
Inserita il: 04/10/2009 19:08:52
Messaggio:

Compatibilità con gli altri moduli ?


 

Autore Risposta: sergiob
Inserita il: 04/10/2009 19:43:18
Messaggio:

 

 
Admin ha scritto:

Compatibilità con gli altri moduli ?
 


Sarà verificata mercoledì
Come si vede anche un semplice PMMS può diventare qualcosa di interessante e far "perdere ore di sonno"

Sergio

 


 

Autore Risposta: Admin
Inserita il: 04/10/2009 21:09:07
Messaggio:

 

 
sergiob ha scritto:

 
 
Admin ha scritto:

Compatibilità con gli altri moduli ?
 


Sarà verificata mercoledì
Come si vede anche un semplice PMMS può diventare qualcosa di interessante e far "perdere ore di sonno"

Sergio
 


Veramente non ne dubitavo, avrebbe voluto essere una risposta a "Snaggletooth"

 


 

Autore Risposta: fermarklin
Inserita il: 04/10/2009 21:34:52
Messaggio:

Alessio , stracomplimenti per l'opera che stai compiendo.


 

Autore Risposta: simap
Inserita il: 04/10/2009 22:13:57
Messaggio:

 

 
Snaggletooth ha scritto:

Bella realizzazione.

Un solo appunto: ma dopo tutta la disquisizione iniziale sulla "mano" da tenere, i segnali e la loro influenza sulla circolazione, perche' hai messo la catenaria in stile tedesco in ambientazione italiana?


 


Pali di tipo "tedesco" sono stati usati anche in Italia (sospensione tipo "MEC"); io ricordo di averli visti sulla Torino-Genova.
La foto sotto riportata è stata scattata sulla Torino-Bussoleno:

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Autore Risposta: jordyck
Inserita il: 04/10/2009 22:19:12
Messaggio:

Grazie a tutti per i complimenti.
La compatibilità è rispettata, sia a mano sinistra che a mano destra (e in questo caso con i semafori "banalizzati" e anche accesi sul rosso) i treni circoleranno regolarmente. Per questo miracolo il merito va attribuito esclusivamente a un eccellente collaboratore iscritto a questo forum.

Per quanto riguarda l'ambientazione italiana, avevo già detto: questioni affettive e disponibiluità di materiale che altrimenti non avrei mai utilizzato. Questi moduli sono stati una specie di test, che verranno utilizzati solo per giocare.
Poi, quando il gioco si fa duro, si prevede nel futuro prossimo un' ambientazione centroeuropea, magari con un PMM.



 


 

Autore Risposta: Admin
Inserita il: 04/10/2009 22:30:46
Messaggio:

 

 
simap ha scritto:

 
 
Snaggletooth ha scritto:

Bella realizzazione.

Un solo appunto: ma dopo tutta la disquisizione iniziale sulla "mano" da tenere, i segnali e la loro influenza sulla circolazione, perche' hai messo la catenaria in stile tedesco in ambientazione italiana?


 


Pali di tipo "tedesco" sono stati usati anche in Italia (sospensione tipo "MEC"); io ricordo di averli visti sulla Torino-Genova.
La foto sotto riportata è stata scattata sulla Torino-Bussoleno:

Immagine:

86,93 KB
 


GRAZIE Silvio, come faremmo senza di te

 


 

Autore Risposta: Snaggletooth
Inserita il: 04/10/2009 22:58:21
Messaggio:

Specifico che il mio intervento voleva essere solo un osservazione e non una critica piccata.
Ed in effetti, ad una piu' attenta rilettura di tutto si capiscono i motivi della scelta peraltro nuovamente ripetuti piu' sopra da jordyck.

Restano i complimenti per la realizzazione.


 

Autore Risposta: sergiob
Inserita il: 05/10/2009 08:30:40
Messaggio:

Insomma anche un "modesto" PMMS può diventare una piacevole fonte di "divertimento" e di impegno.
Qualche altro amico potrebbe cimentarsi nell'opera, così da incrementarne il numero.

Sergio
 


 

Autore Risposta: jordyck
Inserita il: 28/11/2009 12:11:08
Messaggio:

 

Capitolo V – Riprendono i lavori sul secondo modulo


 
(ovvero, passo dopo passo…un pò gemendo e un pò ridendo … verso la meta finale).


La realizzazione del paesaggio ha portato ad uno stadio avanzato dei lavori del modulo “B”, il quale tuttavia non è del tutto terminato. Infatti esso risulta ancora privo di due elementi indispensabili affinché possa considerarsi effettivamente concluso, ossia la posa della vegetazione ad alto fusto e l’inserimento di alcuni personaggi. Ma questa fase conclusiva verrà eseguita contemporaneamente su entrambi i moduli, e verrà trattata successivamente, in quello che sarà l’epilogo della presente trattazione.

Nel mese scorso i lavori sono quindi proseguiti esclusivamente sul modulo “A”, che era rimasto ancora “nudo”, e cioè privo di terreno e dei cosiddetti "tasselli di paesaggio".


Verrà descritto adesso come si è cercato di rendere il più possibile realistici i versanti di raccordo del rilevato ferroviario, che, come ricorderete, era nato sotto una cattiva stella; infatti il quoziente altezza/lunghezza del rilevato era troppo basso, per cui per rimediare a questo grossolano errore iniziale (che avrebbe portato alla realizzazione di versanti troppo acclivi per terreni plio-pleistocenici sciolti), si era deciso di realizzare su un lato dei versanti in frana, e sull’altro dei terrazzamenti su cui impostare delle coltivazioni a viti.



I vitigni (si geme )

L’operazione di assemblaggio dei vitigni si è rilevata estremamente ardua; alle difficoltà intrinseche del montaggio, si è aggiunta una drammatica carenza di informazioni che invece avrebbero dovuto essere contenute nelle istruzioni allegate alla scatola. Queste infatti erano scritte esclusivamente in tedesco.
Ecco il materiale appena uscito dalla scatola… ancora non conoscevo il dramma a cui sarei andato incontro!!

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A seguito di numerose prove caratterizzate da risultati poco edificanti, ho finalmente individuato la tecnica per un risultato almeno accettabile. Tuttavia la plastica di fabbricazione rendeva il filare di un colore troppo artificiale e non realistico. Quindi mi sono prodigato alla pittura dei tronchi, delle foglie e dell'uva, ed infine sulla base di appoggio delle viti ho incollato del terriccio proveniente dal giardino di casa.



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Una volta dipinti e montati tutti i filari, li ho incollati lungo i terrazzamenti con della colla a caldo; tale colla ha garantito una grande stabilità alla base di appoggio e una perfetta adesione lungo tutto il terrazzamento, che era formato da piccoli scalini discendenti.

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Il risultato finale lo ritengo apprezzabile; le viti sono abbastanza realistiche e fanno la loro porca figura sul modulo. Tuttavia, tengo a precisare, che la loro realizzazione ha comportato una gran perdita di tempo e dispendio di energie (è stato un lavoro veramente infame) . In definitiva, vitigni mai più. E’ sarà la prima ed ultima volta che verranno inseriti in un modulo.



I versanti in frana (si ride )

La realizzazione dei dissesti franosi è stata rapida e non particolarmente complicata. Ciò che sopratutto volevo rappresentare, erano le caratteristiche geomorfologiche che rimangono sul terreno a seguito di un movimento di versante. Per fare questo mi è venuto in aiuto il mitico cartoncino che ancora una volta si è rilevato versatile e adatto ad ogni esigenza. Per creare il coronamento di una frana e dare maggiore prospettiva e profondità alla nicchia di distacco, ho ritagliato del cartone morbido e spesso con un seghetto ad arco. Ho scartato le forbici, poiché queste durante il taglio tendevano a schiacciare eccessivamente il cartoncino e a deformarlo troppo lungo la linea di taglio.

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Poi ho incollato il cartone al modulo con colla vinilica e, una volta asciutto, ho coperto con un sottile strato di stucco la parte di terreno che doveva apparire “denudato” dalla frana.

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Ecco i principali caratteri geomorfologici di un movimento di versante (che ne pensi, Luigi )

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Infine ho colorato la nicchia di distacco con colori acrilici diluiti. E questo è il risultato

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Il terreno morbido è stato fatto con la tecnica usata per il primo modulo, per cui non mi dilungo nella descrizione che è già agli atti nei post precedenti.
Prima della sua applicazione, tuttavia ho provveduto ad incollare alcuni “tasselli di paesaggio” quali il piazzale del casello e l’orto, i vitigni, la staccionata e la segnaletica ferroviaria.
Ecco il risultato una volta che il terreno si è asciugato


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Poi, dopo la posa del casello, è venuto il momento più appagante , ovvero
l’applicazione della vegetazione bassa ..
A seguire, una carrellata di particolari

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E per finire, una veduta generale

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Alla prossima
 

 


 

Autore Risposta: piergiorgio
Inserita il: 28/11/2009 13:09:24
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Che dire.....ti è venuto veramente bene!!!!,spero col mio plastico di arrivare almeno a un quarto del tuo livello di cura dei particolari!!!
Ancora COMPLIMENTI!!!!!


 

Autore Risposta: zilianiclaudio
Inserita il: 29/11/2009 09:47:17
Messaggio:

Gran bel lavoro Alessio....ben fatta anche la descrizione del tuo lavoro, penso che tu non me ne voglia se scoppiazzo qual'cosina
Complimenti ancora.


 

Autore Risposta: luigi saverio
Inserita il: 29/11/2009 10:07:12
Messaggio:

Colori, spaziatura e forme degli elementi vegetali, veridicità dei materiali, appagamento da geologo per i dissesti rappresentati, un capolavoro, meriti il titolo di miglior plasticista in circolazione, senza offesa per nessuno!


 

Autore Risposta: jordyck
Inserita il: 29/11/2009 12:42:18
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zilianiclaudio ha scritto:

Gran bel lavoro Alessio....ben fatta anche la descrizione del tuo lavoro, penso che tu non me ne voglia se scoppiazzo qual'cosina
Complimenti ancora.
 


Ciao Claudio, sono felice se prendi qualche spunto... non c'è mica il copyright
Del resto, forse sono stato troppo prolisso nella trattazione generale, ma l'intento era proprio quello di dare suggerimenti e indicare procedure per la costruzione di un paesggio, sia in un modulo che in un plastico.
Non è stato assolutamente difficile (è il mio primo lavoro in assoluto). L'unica cosa che serve...un pò di entusiasmo

 
 
luigi saverio ha scritto:

Colori, spaziatura e forme degli elementi vegetali, veridicità dei materiali, appagamento da geologo per i dissesti rappresentati, un capolavoro, meriti il titolo di miglior plasticista in circolazione, senza offesa per nessuno!
 

Luigi, non esagerare...
Diciamo che è stato un modo originale di insegnare un pò di geologia anche in questa sede!

 


 

Autore Risposta: jordyck
Inserita il: Oggi 14:34:55
Messaggio:

 

- Epilogo -


 
(Ecco i miei gioielli )


Una volta terminato il paesaggio anche sul secondo modulo, è stata affrontata l’ultima fase dei lavori e cioè l’inserimento della vegetazione ad alto fusto e dei personaggi.
Gli alberi costituiscono un elemento importante del paesaggio, e naturalmente devono essere “compatibili” con l’ambientazione geografica e stagionale che si vuole di rappresentare. Si è deciso quindi di inserire in questo contesto (ambientazione italiana tardo-estiva), alcune piante tipicamente mediterranee, come pini e pioppi.




Pioppo bianco (Populus alba)

I pioppi sono stati costruiti utilizzando -dopo averla taglia nelle dimensioni opportune- la Teloxis aristata, una pianta endemica dei paesi nordici. Ho letto sul web che il clima mediterraneo inibisce la sua crescita, per cui sconsiglio tentativi di coltivazione domestici. Tuttavia, è facilmente reperibile nei negozi di modellismo, anche se, diciamolo, potrebbe anche costare un po’ di meno.
La piantina si presenta con numerosi rametti che terminano con un intricato sistema di fitte inflorescenze; ciò le conferisce un’ampia superfice specifica, rendendola eccellente per l’applicazione successiva del fogliame artificiale.


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Le piantine di Teloxis, rimaste a lungo all’interno della loro confezione, nel momento in cui si devono utilizzare si presentano piegate e molto fragili. Per rimediare a questo inconveniente si procede nel modo seguente (la fonte non è mia; l’ho trovata in un blog dedicato alla realizzazione di diorami):
e cioè per un periodo variabile dalle 12 alle 24 ore si immergono in una bacinella d’acqua, in questo modo si restituisce elasticità alla piantina. Poi , per raddrizzarle, si stendono per alcune ore aggiungendo un piccolo peso alla sommità.



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Pino domestico (Pinus pinea)

La nascita dei pini è stata del tutto casuale…un esperimento fatto svogliatamente e senza convinzione … il cui risultato mi ha lasciato stupefatto. Così ho deciso di produrne in quantità industriale, e farne uno degli elementi caratterizzanti del paesaggio mediterraneo dei due moduli.
----------------
Lo scorso inverno, quando la realizzazione dei moduli era soltanto un’idea, mi sono imbattuto lungo il litorale romano in un voluminoso cespuglio le cui estremità terminavano con le inflorescenze rinsecchite che vedete in foto. Non so che pianta fosse; ma l’idea era farne degli alberi da frutta.


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Tuttavia, la diretta applicazione del foliage aveva portato ad un lavoro decisamente scadente ; per cui l’idea era stata accantonata.
Poi l’esperimento; ho incollato tra loro due rametti per aumentare il numero dei rami portanti e su tali rami ho applicato, molto delicatamente, i licheni che nel modellismo si utilizzano per rappresentare i cespugli. Infine ho spruzzato sulla chioma abbondante colla spray e ho fatto cadere “a pioggia” il foliage….



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Lavoro terminato; agli amici romani chiedo… non sembra di passeggiare a Villa Pamphili?

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La descrizione delle metodologie e delle tecniche che hanno portato alla realizzazione dei moduli è terminata. Non vi annoio ulteriormente e passo alla parte che credo più vi interessi, ossia la visione del risultato finale.


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Prima di salutarvi consentitemi un piccolo outing:

volevo farvi conoscere,
coloro i quali,
nell’arco di due, tre anni,
avranno distrutto
tutto ciò che è stato fatto
e descritto in questa discussione…

ecco i miei gioielli


Andrea & Viola





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pubblicare foto di minori non è consentito

 


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Un saluto a tutti!!

 

 


 

Autore Risposta: Admin
Inserita il: Oggi 19:27:59
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Questa discussione la salvo e la metto sul sito

Sei un "maestro" non vedo l'ora poterlo vedere di persona

 


 

3rotaieMarklin : http://www.3rotaie.net/forum/

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