Schienenbus 39984

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Autore Discussione: wolf
Oggetto: Schienenbus 39984
Inserito il: Ieri 19:27:47
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Prima di passare alla descrizione del modello si riportano alcuni dati del mezzo reale:

Schienenbus BR 798 522-9 del Bayerische Eisenbahnmuseum a Nördlingen

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All’inizio degli anni cinquanta le DB dovettero metter mano ad un piano di razionalizzazione, sopratutto dal lato economico, del traffico passeggeri leggero sulle linee secondarie, anche per far fronte all’incalzante concorrenza del trasporto su gomma.

Si crearono così le condizioni che diedero vita al gruppo VT 95.

Per cercare di soddisfare le richieste di cui sopra, il mezzo venne progettato ai fini della massima economicità d’esercizio, conferendo così al rotabile l’inconfondibile aspetto di un autobus su rotaia, da qui il celebre appellativo di Schienenbus.

Nel 1955 la ditta Uerdingen Waggonfabrik fece la fornitura dei primi prototipi dello Schienenbus del gruppo VT 95 (che corrisponde al vecchio modello Märklin art. 3016) caratterizzato dall’ interasse di 4.500 mm e dalla presenza di un solo motore da 110 CV con trasmissione con cambio meccanico su di un solo asse , cosa che neanche a farlo apposta rispecchia la tecnica costruttiva del modello da lì a pochi anni in catalogo...!!!

Questa versione, forse meno celebrata rispetto alla successiva, fu comunque la più numerosa come diffusione, infatti al 1952 si potevano contare ben 557 unità motrici VT 95 ed 564 rimorchiate VB 142 circolanti.

Quest’ultime, le rimorchiate, erano inconfondibilmente più corte dell’unità motrice, praticamente due finestrini in meno e sopratutto non erano in alcun modo atte ad essere impiegate come pilotine, erano semplicemente delle carrozze accoppiabili con la motrice, di norma una per Schienenbus.

Ben presto la scarsa motorizzazione, e l’impossibilità di formare unità reversibili utilizzando la rimorchiata, diede vita già nel 1952 a tre prototipi di VT 95.9 simili in quasi per tutto alla precedente ma con motorizzazione doppia, costituita da due motori di derivazione stradale da 150 Cv, forniti dalla Büssig Ag, abbinati a cambi ZF a 6 marce.

Visto i risultati incoraggianti, a partire dal 1955 iniziò la fornitura del gruppo VT 98, caratterizzato esternamente dall’interasse portato a 6000 mm e dalla presenza di respingenti e ganci tradizionali al posto dei respingenti a tampone e dal gancio di tipo Scharfenberg, che contraddistingueva la versione 95.

Questo diede la possibilità agli Schienenbus di trainare, seppur saltuariamente, anche carri merci, vagoni passeggeri e bagagliai.

Particolare del frontale di una VB 142 nel museo di Bochum - Dahlhausen.


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Da un punto di vista meccanico altre alla motorizzazione doppia da 2x150 Cv , furono potenziati anche i freni e migliorate le sospensioni, oltre che all’introduzione dei dispositivi per il comando multiplo.

Per quanto riguarda la rimorchiata, è evidente sin dal primo colpo d’occhio l’aumento delle dimensioni della stessa, infatti quella del VT 98 è praticamente identica come lunghezza all’unità motrice.


Tra gli anni 1955 – 1962 vennero costruiti complessivamente 329 esemplari di VT 98.

Alla fornitura oltre alla Uerdingen Waggonfabrik con 219 unità, parteciparono alla fornitura anche la ditta WMD e la MAN con 85 e 25 unità rispettivamente.

All’inizio le DB analogamente a quanto era avvenuto per il gruppo 95 ordinò solamente delle rimorchiate VB 98, in numero di 320 unità, fatto di per se un po’ strano vista la predisposizione delle motrici sin dall’origine di dispositivi per il comando remoto.

A partire dal 1956 iniziò la fornitura delle successive 310 rimorchiate pilota , con vano bagagliaio, siglate come VS 98, che eliminarono così le continue manovre di sgancio e riaggancio nelle stazioni di testa, peraltro molto frequenti nelle linee secondarie Tedesche.

A partire dal 1968 agli Schienenbus venne trasformata la numerazione da VT / VS 98 a BR 798 per le unità motrici ed BR 998 per le unità rimorchiate.

Verso gli inizi degli anni 80 iniziò mano a mano la dismissione di questi simpatici rotabili, di cui l’ultimo prestò il suo onesto servizio sino al 1983.

Passiamo ora alla descrizione del modello, che riproduce il VT 98 + VS 98 della Uerdingen Waggonfabrik, in epoca 3°.

Modello Märklin 39984.

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Più precisamente trattasi del VT 98 9667 del deposito di Karlsruhe, verso gli inizi degli anni sessanta, la data della revisione dei freni è 16/9/1962.

Come la versione precedente, subito dal primo sguardo si capisce che trattasi di un modello molto ben fatto , infatti le proporzioni rendono in maniera egregia l’aspetto simpatico di questi mezzi.

Le chiodature sono finissime e complete, i finestrini perfettamente trasparenti e montati correttamente, ovvero lievemente incassati, su quelli frontali sono riprodotti in rilievo e verniciati nella plastica, i montanti dei vetri, soluzione molto criticata dai nostri colleghi d’oltralpe ma tutto sommato accettabile e comunque ben realizzata anche se guardando il modello a distanza ravvicinata lo stacco è evidente.

La struttura, fatta eccezione per la parte superiore del tetto è tutta di metallo e conferisce solidità peso e “sostanza” al modello , lo stesso materiale è stato utilizzato ovviamente anche per il telaio.

Quest’ultimo è arricchito di numerosi particolari di plastica che riproducono le apparecchiature sottocassa e del motore.
Ben fatti anche i dettagli delle sospensioni a balestra e dei freni.

Le testate presentano oltre ai respingenti di giusta forma e dimensioni, anche la riproduzione del gancio reale, senza maglia, e dell’accoppiatore elettrico con relativa presa oltre che alla predisposizione per le condutture dei freni, per il cui montaggio si rende necessario l’ausilio di un po’ di colla, visto che con il semplice montaggio a pressione, l’insieme è decisamente ballerino.
Personalmente ho optato per la colla vinilica a presa rapida, anche se non espressamente indicata per l’unione plastica-metallo, fornisce una tenuta più che adeguata e soprattutto permette di “tornare indietro” se si è fatto qualche pasticcio, anche ad essiccazione avvenuta.

L’arredamento interno è ben riprodotto , risulta visibile nella motrice l’altoparlante per la diffusione del suono, la posizione oltre che ad essere obbligata, dona un buon sound, anche se con qualche sforzo in più si sarebbe almeno potuto verniciare dello stesso colore l’altoparlantino ed occultare un po’ meglio i due cavetti che portano l’alimentazione allo stesso, che sono poi in definitiva la cosa che da più all’occhio dell’insieme.

Colorazione e scritte complete e ben leggibili rispecchiano i soliti alti standart Märklin, anche se nell’esemplare in mio possesso, il colore argento del coprigiunto che percorre l’insieme del modello sulla parte alta dei finestrini, a tratti non è perfettamente coprente, ma parliamo di una vero pignoleria, anche se giustificata dal costo del modello, non propriamente a buon mercato.

Le novità di questo modello si celano per lo più nella parte meccanica, infatti al suo interno adesso trova posto il motore soft drive sinus, che assieme ad una raffinata trasmissione del tipo vite senza fine + cascata d’ingranaggi tutta in acciaio e ottone, solida e robusta, dona al modello delle ottime, anzi eccellenti caratteristiche di funzionamento, anche sull’armamento di tipo M relativamente con curve da 360mm e deviatoi di tipo 5221.

Vi è pero da fare una precisazione, capita a volte che percorrendo a bassissima velocità più deviatoi in sequenza, nel ramo deviato, il modello abbia qualche fenomeno d’ impuntamento se ha la rimorchiata al traino, a mio giudizio questo è dovuto al notevole freno che quest’ultima oppone al rotolamento, e all’effetto timone che la stessa induce sulla motrice ossia se la direzione di deviata è destra, ad un preciso punto la rimorchiata tende a voler far “smusare” vero sinistra l’unità motore, che in quel mentre perde un po’ d’aderenza.
Basta però quel tantino più di slancio ed ecco che il problema già svanisce, rimanendo comunque sempre nei dintorni del mooolto adagio...

La forza di trazione, nonostante la presenza di un solo anello d’aderenza ma grazie ad entrambi gli assi motori è più che adeguata al modello, il che gli permette di muoversi con disinvoltura assieme alla rimorchiata su pendenze anche considerevoli.

Tanto per rendere l’idea la “rampetta” che porta al livello superiore del mio impianto ha un pendenza percentuale del 9,4 % (già...già... diconsi nove percento e fischia ) per altro in curva da R 36, ebbene il modello vi sale senza esitazione, con la rimorchiata appresso e visto la qualità della trasmissione, alla lunga non credo che si possano verificare usure anomale.

E considerando che al vero esistevano 6 Schienenbus del gruppo VT 97.9 che erano a cremagliera....sono giustificato e scusato!

Altra novità riguarda le luci, finalmente realizzate mediante l’ausilio di led bianchi, sia per l’illuminazione delle testate, sia per l’illuminazione dell’interno.

Come al solito impiegando i led, il risultato è sempre lo stesso, il giallo è troppo giallo ed il bianco è troppo bianco, infatti anche se l’insieme è molto bello e a mio avviso decisamente migliore rispetto a quello ottenuto mediante l’ausilio dei led gialli, la luce in questa versione è un tantino troppo brillante, avrei preferito una tonalità un po’ più calda, vedremo se è possibile intervenire sull’intensità dell’illuminazione per perfezionare un’insieme, per altro pressoché ottimo.

L’unico neo di tutto questo è che non vi è la possibilità di comandare separatamente l’accensione dei fanali di testa e l’illuminazione interna, ossia se si preme il tasto luci si accendono entrambe, comprese quelle della rimorchiata.
In compenso però vi è la possibilità di escludere l’illuminazione di una testata, quando si viaggio con la vettura pilota appresso.
Quest’ultima è provvista d’illuminazione solo su di una testata, quella con il terzo fanale ( l’altra ne ha solo due) lato bagagliaio.
La commutazione bianco/rosso avviene automaticamente, pilotata dal decoder sull’unità motrice, grazie all’ausilio di un deviatore meccanico a bilanciere sulla rimorchiata.

Per il collegamento meccanico ed elettrico fra le due unità, la Märklin fornisce una barra d’accoppiamento rigida che funge anche da collegamento elettrico unipolare, personalmente ho optato per due ganci conduttori RTS, appesantiscono un po’ l’estetica, ma sono molto più pratici per il maneggio del modello, ed hanno un funzionamento perfetto.

Il gancio modellistico lavora nelle sedi unificate portagancio, munite di timoni d’allontanamento, per non dover fare delle antiestetiche aperture sul frontale, come invece avvenuto per il 3016, i progettisti hanno optato per abbassare la quota della sede portagancio di 3 mm questo comporta l’impossibilità, a meno di costruirsi un gancio "ad hoc", di accoppiare qualche carro merci o carrozza a terrazzini, come invece avveniva seppur di rado, nella realtà.

Vera chicca di questo modello è il sound, ottimo e fedele all’originale, anche se quest’ultimo ha un tono un po’ più “smarmittato”, questo lo so per certo perchè spesso quando passo per la Germania, mi capita l’occasione di sentire un vero VT 98 ( o BR 798) acceso o meglio farvi magari un bel viaggetto, come l’anno scorso che ho avuto la fortuna di fare per un ora e mezza un viaggio sull’unità motrice in spinta, da solo insieme ad un altro appassionato...sembravamo due che erano seduti al teatro della scala ascoltando una prima di musica classica, ometto che all’arrivo ci aspettava la neuro...

A dir poco entusiasmante è la sincronizzazione tra la rampa d’accelerazione e il relativo sound riprodotto, con il classico rumore delle cambiate di marcia, idem per la decelerazione, per poi arrestarsi con il motore che gira bello rotondo al minimo.

Sono presenti anche i suoni relativi all’apertura delle porte, delle trombe, del fischio di partenza e della campana, tutto tranquillamente pilotabile anche con la Mobile Station.
Per udire lo stridore dei freni, peraltro disattivabile, occorre però fare delle “staccate” un po’ decise, rallentando normalmente il suono non viene riprodotto, forse nei plastici più grandi con lunghi rettifili la funzione sarà apprezzabile, ma nel mio caso se non voglio raccoglierlo con l’aspirapolvere....

Come in tutti i modelli digitali, la rampa d’accelerazione, e l’illuminazione sono disattivabili a piacere, nel menu degli “aggiustamenti” possiamo variare i valori dei accelerazione/decelerazione, velocità massima e volume del sound, per altro bello forte quando è al massimo.

In conclusione un bel modello, a suo agio anche su di impianti con armamento datato e molto ben condito da tecnica sopraffina, il che giustifica in buona parte il prezzo d’acquisto.

Per chi volesse vedere altre immagini dello Schienenbus in azione sul mio impianto può dare un’occhiata qua:
http://www.3rotaie.net/forum/topic....PLY_ID=66043

Un saluto ed un fischio a Tutti...!!

Dario.
 

Risposte:
 


 

Autore Risposta: Vanni
Inserita il: Ieri 21:59:05
Messaggio:

Gran bella descrizione, sia del modello reale che della realizzazione Marklin!
Anche io apprezzo molto lo Schienenbus, e ricordo con affetto l'accoppiata 3016/4018 che avevo da bambino e che facevo girare di notte per vederne meglio le luci, soprattutto quelle rosse di coda della rimorchiata. Poi ricordo il cellophane opaco e un po' sporchino dei finestrini e la luce pallida all'interno; mi passava davanti al naso con quel suo caratteristico rumore da zitella lagnosa, e lasciava dietro un leggero odore di olio bruciato e spazzole un po' già andate...
Oggi ho la versione austriaca, ma a parte la colorazione corrisponde esattamente a quello che tu hai descritto. A certi modelli si resta affezionati!
Dalla tua descrizione mi rendo conto che siamo tutti un po' romantici, ma a parte i sentimenti, mi piace trovare conferme negli amici sul modo in cui apprezziamo la tecnica di questi piccoli gioielli che abbiamo tra le mani.
Molto bello anche il plastico, con particolari e paesaggi molto ben armonizzati con lo Schienenbus! Complimenti!


Dopo un’attesa piuttosto lunga è finalmente stato assegnato al mio deposito il VT 98 con la sua rimorchiata pilota VS 98....e subito sono iniziati gli appostamenti fotografici......

Eccolo in deposito che fa manovra....

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...per mettersi davanti alla pompa del diesel, tra un attimo ,stretto il volantino della colonna idraulica, l’omino farà il primo pieno allo Schienenbus....

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...nel frattempo è arrivato ed è già pronto per la partenza il VT 795.....tra i due ci sono ben cinquant’anni di storia modellistica di differenza ....il nonno ed il nipotino....

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...ed ecco un’immagine in uscita dal BW. ...

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...prima un tratto in galleria....

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....poi un passaggio stretto.....

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...ed infine la prima fermata in orario per i lavoratori della segheria...(richiesta sindacale)....

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...dopodichè attraversato il ponte....

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...dove una volta ben altri mezzi espletavano il loro servizio....

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...arriviamo alla stazioncina di Weiler...

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...dove il giornalista del giornale locale dedica una foto al nuovo mezzo di trasporto pronto per ripartire...ecco il ritaglio....

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....il solito giornalista avendo perso il treno di prima ha dovuto arrangiarsi diversamente, a quanto pare, per arrivare in orario al rendez-vous fotografico.....

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A presto...!!!

Dario.

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