Incontro c/o Artuffo

Precedente Home Su

 

La recensione di Vanni sul

Incontro con la Märklin c/o Artuffo (TO)

a cura del Sig.Lorenz il 16 novembre 2011

 

versione doc

 

 

Il 16 novembre u.s. nei locali del negozio Artuffo di Torino si è tenuto il previsto incontro con personale di Märklin durante il quale è stato illustrato il funzionamento di alcune apparecchiature digitali ed è avvenuta la presentazione di nuovi modelli di locomotive.
Lo staff Märklin era costituito dal Sig. Dieter Lorenz, tecnico elettronico della Casa e dal Sig. Andrea Maggipinto, responsabile del settore commerciale per il mercato italiano e svizzero; presenti all’incontro una quindicina di appassionati, clienti abituali e non, per la maggioranza di età over 50.
Il dialogo tra le parti, le domande e le risposte sono state leggermente complicate dalla lingua, esclusivamente francese del Sig. Lorenz, e dalla difficoltà di traduzione italiano/francese da parte del Sig. Maggipinto, buon conoscitore degli aspetti commerciali, ma un po’ meno addentro ai particolari costruttivi o realizzativi elettronici; indispensabile e fattivo comunque il suo apporto.
Dopo una rapida introduzione, è stata presentata la Mobile Station 2, evidenziandone i numerosi pregi (locomotive caricabili e schede, comando degli artt. elettromagnetici) e qualche limite (impossibilità di implementazione a mezzo Booster e di interfacciamento con vecchie apparecchiature tipo 6021).

Quindi è stata fatta una rapida carrellata sui modelli esposti, la Gruppo 50.40 Franco-Crosti, la Gruppo 042, la Gruppo E 17, la Gruppo D220 in livrea FER italiana, il coccodrillo Ce6/8’” marrone, la loco tender SBB Eb3/5 Habersack.
I modelli potevano percorrere un tracciato predisposto su un tavolo, un doppio anello con alcune diramazioni di tronchini, segnali a blocchi, scambi elett., binari di contatto e reed, pilotati dalla Central Station 60215.

In particolare, della Franco-Crosti è stata sottolineata la nuova progettazione, che ha portato alla scomparsa dell’articolazione del gruppo ruote motrici (2+3 delle precedenti BR50) per far posto ad un unico telaio rigido con adozione di motore senza ferro di tipo Maxon e costruzione svizzera.
L’applicazione del dispositivo fumogeno richiede la temporanea scoperchiatura del fumaiolo per tutta la durata del suo funzionamento. Nulla esce ovviamente dallo scarico laterale del preriscaldatore.

Della loco Gruppo 042 è stata evidenziata la grandezza del tender, che ha consentito l’alloggiamento di un altoparlante di dimensioni maggiori dei precedenti, con una resa sonora assai più convincente dei tradizionali souni/vapore.

Altrettanto convincente la nuova gamma di suoni e rumori d’esercizio presenti sul Coccodrillo.

Il locomotore E17 aveva un’impostazione di livello sonoro piuttosto basso; del resto non mi ha impressionato particolarmente: un aspetto che non mi ha convinto è l’arretramento del bissel anteriore, piuttosto accentuato, che conferisce all’insieme un aspetto poco naturale. Ma in questo non nego di poter essere stato influenzato negativamente da precedenti commenti letti al riguardo.

Il Diesel D220 può piacere e non piacere: peccato comunque che i gruppi ottici non riproducano affatto il reale modello italiano, essendo rimasti quelli originali del modello V220 tedesco.

Non è stato possibile ascoltare i nuovi rumori inseriti nella loco tender svizzera, per un temporaneo bloccaggio del biellismo.

Passando alla Central Station 2, direi che la parte del leone è stata fatta dall’abbinamento con i display dell’iPad2 e dell’iPod di Mac.
Spettacolari i risultati ottenibili in termini di flessibilità di comando: questa scelta tecnica ha prevalso sull’ipotesi di sviluppare un sistema tradizionale di telecomando a raggi infrarossi, che tuttavia sarebbe stato assai più economico, ma non altrettanto entusiasmante!
La descrizione delle svariate possibilità operative della CS è stata molto rapida ed assai poco approfondita, ad eccezione dell’argomento riguardante il sistema “Treno-navetta e Memory”: la descrizione delle possibilità di movimento è stata illustrata e spiegata a fondo mediante esempi pratici sul tracciato del tavolo dimostrativo.
Devo ammettere che ritenendo il sistema Shuttle una semplice alternanza di avanti-indietro tra due punti prestabiliti, sbagliavo di grosso. Con il posizionamento appropriato di alcuni contatti reed o simili, è possibile ottenere implementazioni assai interessanti, quali un percorso ad anello (quindi non avanti/indietro) con sosta temporizzata in un determinato punto (stazione), attivazione automatica programmata di una qualunque delle funzioni della loco in un determinato punto dell’impianto (fischio ad un p.l. oppure lampeggio di profondità, o campana all’avvicinamento del marciapiede di sosta ecc. ecc.). Insomma, qualcosa che avvicina il comportamento della Central al concetto di “eventi” di una gestione a mezzo PC.

Alla osservazione che per apprendere tutte queste possibilità della CS sarebbe stato opportuno disporre di un adeguato Manuale di Istruzioni, si è aperta la discussione su questa particolare richiesta dell’utenza.
Fermo restando che bisogna riconoscere l’esemplificazione pratica, comandi e loco alla mano, assai più utile, comprensibile ed immediata rispetto alla consultazione di un Manuale, è stato risposto dal Sig. Lorenz che la completa realizzazione di un manuale, esaustivo in tutte le sue parti è pressoché impossibile data la continua evoluzione del software e quindi dei possibili sviluppi della Central. Oltretutto, escludendo la forma cartacea, oggi sostituita dai formati pdf scaricabili, resta da superare la difficoltà della traduzione italiana, che – a quanto pare – richiede un particolare dispendio di tempo e danaro per l’impegno che richiede (? Questo ho capito…).
In ogni caso, esiste un CDRom, non in vendita, riportante un manuale in italiano piuttosto completo, che è stato fornito, su richiesta, ad un non meglio definito “Club Märklin italiano”; inoltre chi fosse interessato a disporne di una copia, può rivolgersi all’organizzazione della distribuzione Märklin svizzera.

L’aiuto interno della CS2 verrà ulteriormente potenziato, forse anche in Italiano, ma al momento le note esplicative più complete sono espresse nel linguaggio della CS impostato in “francese”.

Ho quindi potuto sottoporre al Sig. Lorenz i quesiti che mi ero annotato ottenendo le seguanti risposte.

Gestione dei decoder DCC: la CS2 dialoga comunque anche in protocollo DCC, pertanto eventuali difficoltà sono addebitabili ai singoli decoder (non quelli sulle macchine Märklin!) e non a difetti o bachi della CS2.
Poiché avevo portato con me un locomotore con decoder ESU LokPilot 4 nel quale non riuscivo ad impostare un indirizzo superiore ad 80, ho richiesto che mi dimostrasse la sua asserzione in pratica. Ebbene, posizionato il locomotore sul binario di programmazione, il maledetto decoder ha obbedito, e non solo una volta, assumendo l’indirizzo prima 95, poi 144 ecc. come da casuale richiesta! Al mio stupore, il Sig. Lorenz ha raccomandato di rispettare scrupolosamente la seguente procedura per ogni modifica di CV:
- isolare completamente il binario di programmazione (magari facciamone uno con due binarietti volanti)
- posizionare la locomotiva assicurandoci che NON sia attivata nessuna delle sue possibili funzioni, in particolare nemmeno le luci sui frontali
- assicurarsi che sul binario di programmazione, oltre alla loco, NON vi sia nessuna altra fruizione di corrente, tipo vagone illuminato oppure respingente terminale con led o simili.
- far comprendere chiaramente alla CS che intendiamo modificare la CV dell’indirizzo della loco, eventualmente ripetendo la richiesta.
- rispettare correttamente la procedura di trasferimento del nuovo dato nella locomotiva.

Luminosità dello schermo: in un prototipo avuto tra le mani, il Sig.Lorenz aveva notato questa possibilità (conferma avuta anche telefonando direttamente a Märklin) poi non applicata negli sviluppi successivi. Ritiene comunque possibile che in un prossimo aggiornamento del software la regolazione della luminosità dello schermo sia possibile.

Icone caricabili: la CS2 viene fornita corredata da oltre 150 icone, ma è possibile aumentare tale dotazione caricandone un quantitativo adeguato alle esigenze reali, anche 300 se necessario, e il sistema non è condizionato da un limite prestabilito. Unica conseguenza di un numero elevatissimo di icone consiste nel rallentamento della CS ma unicamente nella ricerca dell’icona voluta, non certo nell’operatività del traffico.

Multitrazione: viene confermata l’esigenza che l’uniformità di marcia dei modelli impiegati in multi trazione venga conseguita regolando le caratteristiche di marcia dei rispettivi decoder. Tuttavia è stata richiamata l’attenzione che – per una ottimale corrispondenza di marcia - i modelli affratellati in multi trazione abbiano lo stesso tipo di decoder, cioè decoder della stessa serie (6080, o 6090, o ESULP3, o locomotive Sinus, o modelli tutti 37xxx) senza quindi mescolare locomotori ognuno con un decoder diverso dall’altro, anche come periodo di produzione.

Schede delle loco: qualsiasi trasferimento dati sulla scheda di una loco non comporta il trasporto su di essa dei valori delle diverse CV della locomotiva, valori che restano solo e soltanto nel decoder della loco.

Lettere mancanti: il Sig. Lorenz non si era accorto che nella tastiera inglese della CS2 manca la lettera Z, sostituita da una seconda Y. L’ho chiamato per migliore comprensione “Monsieur. Loreny” così si ricorderà di far correggere, come promesso, questo errore.

Gli aggiornamenti del software non possono essere predefiniti: gli sviluppi sono in continua elaborazione, tuttavia è previsto a (molto) breve un ulteriore aggiornamento del software.
 

Alla loro domanda di quale modello italiano vorremmo vedere una futura uscita ho azzardato due o tre modelli, a loro risultati assolutamente sconosciuti; per esempio, riferendomi ad un ipotetico E 636, ne evidenziavo la somiglianza, e quindi la semplificazione realizzativa, al glorioso 3035 E424: ebbene, NON ne ricordavano l'esistenza!!! Eppure è un modello che ha 50 anni di storia Märklin. Inutile insistere con le locomotive... La loro preoccupazione era che la richiesta riguardasse modelli esistenti anche in Germania, che quindi per noi fossero donazioni post-belliche o simili. Avevano presente infatti le due FS 460 e FS 675, grazie! Così basta una ricolorazione e son capaci tutti.

La spiegazione è che la progettazione e la produzione ex novo di un modello richiede circa 4 anni ed un cospicuo impegno finanziario per cui è indispensabile prevedere una vendita massiccia del nuovo modello, e l'Italia non sembra essere uno sbocco per loro sufficentemente interessante o promettente (questo non è stato detto esplicitamente, ma lo si capiva chiaramente).
 


L’uditorio è stato sempre abbastanza attento alle tematiche illustrate, anche se attirato in misura proporzionale all’interesse specifico sull’argomento di volta in volta trattato: qualche momento di scambio incrociato e un po’ confuso di osservazioni tra i partecipanti non ha comunque impedito di rendere oltremodo fruttuoso l’incontro.
La disponibilità del Sig. Artuffo, che ha messo a disposizione oltre ai locali anche un generoso assortimento di “generi di sussistenza” ha confermato la sua estrema cortesia, del resto mai messa in dubbio in anni di conoscenza. L’impegno continuato dal mattino a sera senza sosta dev’essere stato piuttosto gravoso per lui come per i famigliari, ed a tutti rivolgo un sincero ringraziamento.

 



Un’esperienza da ripetere.