
Un märklinista risponde
Sono molti anni che ho smesso di acquistare regolarmente una pur bella Rivista quale iT Oggi… il motivo è semplice: quando possibile, e nemmeno senza mezzi termini, hanno denigrato la Märklin e l’amico Vittorio Bisotti. Anzi proprio in occasione di una polemica dovuta alla mancata presenza a Novegro, se non ricordo male, dello stand della Sticktoy (che aveva comunque inviato quintali di depliants) che mi misi in contatto con il sig. Bisotti per manifestare la mia indignazione per l’articolo ai limiti del diffamatorio appunto della rivista iT e la risposta (ancora più maligna, apparsa in un secondo momento) alla successiva lettera di giusta protesta del dirigente della Sticktoy. E, anche se non ci vediamo con Vittorio, per colpa mia, dal marzo 2004, quando ci salutammo a Novegro, siamo rimasti simpaticamente in contatto quanto possibile.
Ho acquistato il numero di dicembre 2009 di iT Oggi proprio perché era stato segnalato un articolo per il 150° anniversario della Märklin, del noto autore Gian Guido Turchi, che essendo io, anni fa, stato collaboratore tesserato della stessa Rivista, conoscevo per essere un märklinista appassionato. Nell’articolo però si cerca di presentare la grande Azienda come un leone ferito, ricco di passata gloria, sempre all’avanguardia per la tecnologia, ma con l’acqua alla gola… e l’articolo è proprio misero: appena tre paginette con una foto della Br 120 159 (sunto della didascalia: sebbene nei guai la Märklin non rinuncia a farsi pubblicità), un po’ di vecchi cataloghi, una foto di una vecchia gloriosa vaporiera/giocattolo degli anni Trenta, se non altro messa a confronto di una Lady “C”, di recente produzione. Per il resto tutta la tiritera sul Commissario Pluta ed il suo tentativo di traghettamento verso una possibile s…vendita ecc! Ma quello che non mi va proprio giù è la frase che in sintesi suona più o meno come un epitaffio e che riassumo così: il noto autore si chiede perché (?) la famiglia Märklin abbia fatto prosperare la grande Casa e si chiede come mai i manager recenti abbiano mandato invece a rotoli quel lavoro. La sua auto risposta eccola: quei signori non hanno saputo assolutamente seguire il mercato ed il cuore dei fermodellisti appassionati della Märklin.
Per dirla alla partenopea… ma quando mai!
Sono svariati anni che i modelli sono stati letteralmente rinnovati e dotati di funzioni così eccezionali che quando vengono a trovarmi a Vibaden piccoli neofiti, o i ragazzi più smaliziati da deleteri wargames e ovviamente gli adulti, tutti restano incantati ad ascoltare e vedere pantografi che si alzano, fumo e focolai ardenti, gru che si muovono e chi più ne ha più ne metta!
La verità è, caro Turchi, un’altra e ben più grave: la crisi (iniziata già nel 2000) è vera e drammatica. Io, come alcuni amici che non posso nominare, ho da anni perduto molto degli investimenti fatti in passato e questo si ripercuote sulle scelte d’acquisto verso il superfluo.
Non solo. Il vecchio vizio umano di farsi gli affari propri è stato causa di perdite finanziarie anche in Märklin, girano le voci di corridoio, e il Commissario Pluta ha voluto, con il siluramento di 8 Dirigenti, punire chi non ha controllato i dipendenti, secondo l’antico adagio latino “Quis custodiet custodies?”
Per ricordare, con queste poche foto, al distratto Autore solo alcune delle ultime creazioni di questi ultimi sette/otto anni della Märklin, e non credo di esagerare dicendo che si tratta di quasi un centinaio di nuovi stampi, un’ultima modesta considerazione: noi, appassionati della Casa di Göppingen, eravamo considerati dei tapini, non certo economicamente, ma per colpa dei tanti particolari (ganci, rec e tubi dei freni) che non potevamo mai inserire sulle nostre spartane, robuste sì, ma sempre grossolane, locomotive… oggi è un’altra cosa!
· Foto n. 1: la draisina 701 con piattaforma e pantografo mobile del 2007, vero capolavoro di miniaturizzazione.
· Foto n. 2: uno dei modelli di 218 (qui in sgargiante livrea City Bahn).
· Foto n. 3: totalmente nuovi i treni automotori della famiglia Lint, dotati come tutti di suoni specifici.
· Foto n. 4: una delle ultime creazioni la Br 23 001
· Foto n. 5: la bella 210, diesel imparentata con le 218
· Foto n. 6: la 01 147, totale rinnovamento delle locomotive a vapore
· Foto n. 7: le nuove gigantesche E 50, metalliche e pesantissime
· Foto n. 8: la Goliath la grande gru totalmente digitale e mobile
· Foto n. 9: gli splendidi Schienenbus (qui nella versione 798)
· Foto n. 10: l’SVT 04 (qui nella versione del 2008) dotato di 12 funzioni speciali
· Foto n. 11: lo splendido tutto metallico VT 11.5, un capolavoro del 2002
· Foto n. 12: rinnovate le E 03/103 e le carrozze ora lunghe 28,2 cm
· Foto n. 13: la gigantesca Br 59, già serie K a 6 assi
· Foto n. 14: un altro gigante la Br 05 tutta aerodinamica
· Foto n. 15: una loco di origine ŐBB, la 182 “Taurus”
· Foto n. 16: i nuovissimi E 41, niente a che vedere col passato
Foto n. 1
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Potrei fornire altre cento fotografie senza poter completare la rassegna delle novità degli ultimi anni… ci pensi, caro Gian Guido.
Gian Piero Cannata
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