Terremoto a Vibaden 

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 Martedì 15 dicembre 2009, alle 14.11 esatte (una mia sveglia è caduta da una altezza di un metro e settanta centimetri, non si è rotta, ma perdendo la batteria si è istantaneamente bloccata) la TERRA nei dintorni di Perugia più che oscillato è letteralmente saltata in aria!

Paura.

La mia casa, pur avendo subito danni lievi, si è “ferita” in un paio di punti sotto la spinta di una gigantesca esplosione di una sacca di gas… dunque esiste anche il gas/moto? Non lo sapevo, ma vi assicuro che essere sollevati in un boato assordante dalla sedia e vedere la propria casa percorsa da una onda pazza non è piacevole.

Non ci sono stati morti nelle zone colpite e, sotto la spinta emotiva delle drammatiche vicende del Presidente del Consiglio a Milano e di quel Tartaglia che ha fatto notizia (come forse voleva, perché la madre dei… è sempre incinta) è passato inosservato che oltre 300 cittadini hanno perso l’agibilità delle proprie abitazioni! Magari la cosa per lo più lascia indifferenti, ma se ad abbandonare la casa è una signora anziana, nonna di un mio amico fermodellista…

 

 

Foto n. 1: l’ingresso del mini-museo di Vibaden con l’asse di una Br 10 in bella mostra e normalmente posizionato centralmente.

   

Foto n. 2: l’ingresso del mini-museo di Vibaden con l’asse di una Br 10 scalzato dalla forza del terremoto.

 

Effetti del terremoto a Vibaden

 

Quando si può raccontare l’esperienza di un evento sismico importante come potenza (4,2 della scala Richter e sviluppatosi come evento esplosivo-sussultorio a solo 9 km di profondità) è già una ottima cosa e quindi come curiosità vi propongo queste foto succintamente commentate una per una.

Per tutte le foto vale la seguente precisazione: i pianali del plastico di Vibaden sono estremamente spessi (circa 2/3 cm nella maggior parte dei casi) e di legno pesante nobilitato. Tutto l’impianto poggia su una piattaforma in cemento armato di recente costruzione (2005). Tutti i supporti e le traverse del reticolo del plastico sono perfettamente avvitati e fissati con “stop” adeguati per lunghezza e tenuta alla pavimentazione coperta da vecchi pesanti tappeti, che poggiano direttamente sul cemento. Tuttavia è come se “qualcuno” avesse dato una martellata dal basso…!

Vibaden in linea d’aria si trovava a 23 km dall’epicentro (la misura è stata presa approssimativa con il computer). Per fare un altro esempio, il plastico in costruzione del mio amico Marco Briziarelli, locato in una roulotte ancorata al terreno, si trovava invece a soli 2 km e la forza esplosiva è stata in grado di far deragliare e cadere tra i binari le sue preziose Locomotive FS, prima del sisma poggiate regolarmente  (fortunatamente senza graffiature o rotture).

Oramai attenuata l’onda esplosiva non è riuscita da me a Vibaden a far saltare le loco, tranne una carrozza Silberling, ma a far strage di mucche e personaggi sì!

Ad oltre 35 km dall’epicentro, a Passignano sul Trasimeno, l’amico märklinista Eros si è comunque sentito spingere da sotto i piedi la sedia dove riposava… né io, né Eros, pesiamo poco!

 

 

 

 

Foto n. 3: i rotabili nella stazione di Vibaden (tranne una delle carrozze Silberling, in primo piano) non sono stati scalzati, dato che l’onda sismica è giunta attenuata; in mezzo alle rotaie, però, ho trovato molti personaggi finiti sotto i convogli.

 

 

Foto n. 4: strage di mucche, anche se un paio sono rimaste in piedi.

 

Foto n. 5: strage di mucche, vitelli e maiali e contadini.

Foto n. 6: ciclisti e vari personaggi a terra nello scalo merci.

Foto n. 7: a terra anche i “clienti” delle donnine di strada.

Foto n. 8: strage di personaggi alla fermata dell’autobus, solo i poliziotti teutonici sono rimasti in piedi.

Foto n. 9: strage di personaggi nella piazza cittadina e nel giardino.

Foto n. 10: strage di personaggi nel deposito

Foto n. 11: un personaggio è volato nella fossa di visita.

Foto n. 12: strage di personaggi sulla banchina del 1° binario.

 

Foto n. 13: l’amico Marco Briziarelli in visita a Vibaden nel 2008.

 

Foto n. 14 e n. 15: rotabili italiani scalzati dal terremoto sul plastico in costruzione dell’amico Marco Briziarelli.

 

Foto n. 16: la bellissima FS 740 non ha subito danni.

 

Naturalmente sono stato costretto a verificare i cavalcavia e gli elicoidali della Schattenbahnhof, la loro tenuta e la conduzione di corrente. La telecamera è tornata utile per verificare la presenza di personaggi caduti tra le rotaie: nei primi momenti un convoglio è sviato perché un gruppo di passeggeri si era… suicidato!.

Comunque è “meglio raccontare certe esperienze che viverle!”

 

                                                                                                                    Gian Piero Cannata