
Con l’arrivo di tante novità promesse (tutto sinora mantenuto… e per le tasche anche troppo!) in autunno, mi sono rimboccato le maniche e ho, come mio solito, smontato le suddette meraviglie.
Senza dilungarmi troppo ecco alcuni consigli, inizierò con la Br 23.
Br 23 001 art. 39230
La locomotiva è ricchissima di particolari delicati:
a) attenzione al particolare sotto i cilindri (foto n. 1) è di plastica rigida e si può spezzare (mi è accaduto sulla Br 001 (foto n. 2); si può rincollare, ma resterebbe sempre a rischio distacco. Per ovviare ad una eventuale rottura si deve ordinare il gruppo cilindri per intero servendosi dell’esploso.
Foto n. 1
Foto n. 2
b) Attenzione alle saracinesche (simili a rondelle) e forse per questo la Märklin ne ha previsto un numero di riserva nel pacchetto aggiuntivi. Vi sono sulla caldaia tanti altri particolari riportati e delicati… come inaugurato con la 01 147 di tre anni fa, non è più il tempo di stare tranquilli nel maneggiare i modelli Märklin e si deve fare la stessa attenzione che per altri, delicati, di altre marche. Non si può servire due padroni: o perfezione nei particolari, o robustezza a prova di tutto.
c) I tubi dei freni sono i soliti privi di rubinetti. Personalmente ho preferito sostituirli con altri (della Roco!). L’effetto lo potete vedere nelle foto n. 2, n. 3, n. 4.
d) Smontare il mantello, necessaria operazione per ingrassare il motore, si deve tener conto che nelle istruzioni non è ben chiaro il movimento da effettuare per allontanare la cabina (in plastica): nella foto n. 5 ho cercato di chiarire che si deve con la mano forzare in esterno leggermente gli incastri della parte posteriore della cabina stessa e seguire accuratamente (viti!) le istruzioni per il resto chiare.
Foto n.3
Foto n. 4
Foto n. 5
e) Per quanto riguarda la polemica relativa ai cavi troppo vicini agli ingranaggi… dalle foto n. 6 e n. 7 si capisce che forse si è gridato al lupo (!) un po’ troppo presto. Certo se prendete un saldatore come il mio che volendo funziona come un micro fon all’occorrenza e scaldate i fili e li spingete con una pinzetta nella capsula che racchiude gli ingranaggi… No! Forse sarebbe troppo da fessi!
f) Attenzione al terzo faro sulla portella della camera a fumo è delicato come nella 01 147 (foto n. 2), almeno sembra… nella versione 001 161-9, ambientata dopo il 1969 (precisa il Catalogo), per il resto tecnicamente simile alla 01 147, è stato riprodotto il fanale alto incassato. Non avendo foto della vera 001 ecc, debbo pensare che la Märklin abbia scelto appositamente una macchina senza il famigerato e delicato fanale sporgente.
Foto n. 6
Foto n. 7
g) Un particolare importante invece potrebbe essere sfuggito: in realtà il pancone porta respingenti è una sorta di scatolato ed è quindi traforato ed estremamente leggero, all’apparenza. Essendo impossibile forare il pancone che per motivi di robustezza è in pressofusione (e pieno), ho preferito con un penna ad inchiostro tipo china nero, pian piano scurire la zona si da far sembrare forato il pancone: confrontate le foto n. 1 e le foto dalle n. 8 alla n. 10. Una curiosità: nella foto di copertina del catalogo 2009 per un gioco di ombre nella foto il pancone sembra realmente traforato!!
Foto n. 8
Godetevi infine il sound di questa 23 e se avete curve adatte montate i copristeli, in questa locomotiva sono stati riprodotti appositamente e non sono i soliti inseriti nelle confezioni di vaporiere (foto n. 9 e n. 10).
Foto n. 9
Foto n. 10
Br 74 1109 art. 29161 (inserita in una confezione Hobby)
La speranza che mi ha spinto a smontare questa macchinetta era quella di poter inserirvi un dispositivo fumo. Dico subito che è andata delusa e per due motivi:
1) il comignolo è tanto stretto che andrebbe praticamente sostituito dal 72270, perdendo così tutte le sue caratteristiche di svasatura ed anelli (foto n. 1).
2) Proprio sotto il comignolo c’è un mini circuito per i led… toccarlo potrebbe significare guai e quantomeno perdere le luci anteriori (foto n. 2 sfocata).
Smontare comunque si rende necessario per lubrificare (grasso) il motore dopo le fatidiche 40 ore d’esercizio, ma che poi sono sempre variabili, legate alla temperatura e forse l’umidità dell’ambiente in cui viene conservata una locomotiva, quindi ecco alcuni consigli.
Foto n. 1
Foto n. 2
a) Attrezzatura necessaria (assolutamente!) è quella della serie di cacciaviti Märklin (art. 70900, foto n. 3). Utilizzare altri cacciaviti è possibile, ma debbono essere dello stesso tipo a stella larga che sono inseriti nella sunnominata confezione.
b) Le istruzioni sono, se dovessi dare un voto, da 6 meno, meno. Come al solito da interpretare e assolutamente insufficienti sia per grafica che per testo (foto n. 4). Quel cerchio ellittico (ripetuto) ha un significato particolare: due viti corte e dotate di rondella sono necessarie per allontanare la cabina e le casse dell’acqua (foto n. 5 e n. 6). Altre due NON vanno svitate completamente e quindi restano nelle loro sedi.
c) Tanto per complicare il tutto si devono con delicatezza (ma tanto sono in un pezzo unico e di plastica rigida e si rompe almeno un supporto) allontanare i serbatoi rossi anteriori (specificatamente nella foto n. 5), scoprendo altre due viti più lunghe visibili sempre nella foto n. 5.
d) A questo punto, dopo essermi impazzito ad allontanare la caldaia senza rovinare i tubi del vapore (parzialmente chiarito nelle istruzioni- foto n. 7), ho scoperto che non era possibile inserire il cannellino fumo, ma, se non altro, sono già preparato per un’eventuale ingrassata!
e) La caldaia è collegata in permanenza con dei fili e quindi non può essere allontanata troppo!!
Foto n. 3
Foto n. 4
Foto n. 5
Foto n. 6
Foto n. 7
Godetevi infine le foto di una Br 74 leggermente invecchiata con grafite e dal funzionamento ineccepibile.
In particolare è silenziosissima (anche troppo) ed è quindi meglio abbinarla ad un carro dotato di sonorità specifiche.
Buon divertimento.
Foto n. 8
Foto n. 9
Questo capitolo continua nelle prossime settimane con la Br 39, la DB ag 189 ecc